Kintsugi: ripara le tue ferite con l’oro

Il laboratorio di teatroterapia e arteterapia integrata “Kintsugi – ripara le tue ferite con l’oro” è uno spazio dedicato agli adulti che desiderano trasformare le proprie fragilità in risorse, ritrovando autenticità e forza interiore attraverso il linguaggio dell’arte e del teatro.

Attraverso un percorso esperienziale fatto di esercizi creativi, momenti di esplorazione emotiva e pratiche ispirate al Kintsugi – l’arte giapponese di riparare con l’oro ciò che è stato rotto – i partecipanti sono accompagnati a riconoscere le proprie ferite e a dare loro un nuovo significato. La teatroterapia e l’arteterapia diventano strumenti concreti per rafforzare l’autostima, favorire la consapevolezza di sé e aprire nuove possibilità di espressione personale.

In un mondo che ci spinge a nascondere le imperfezioni, questo laboratorio invita a valorizzare proprio ciò che appare fragile, trasformandolo in bellezza e unicità. Non si tratta di “aggiustare” ciò che non va, ma di usare il linguaggio dell’arte e del teatro come via per il benessere psicofisico, la crescita personale e la scoperta del proprio potenziale creativo.

L’insegnante


piacere, Federico!
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Mi occupo di teatro, educazione e benessere.

Sono attore di prosa, teatroterapeuta certificato FAC Certifica al n° 154 e facilitatore in mindfulness.
Mi sono formato alla Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone, frequentando il Corso Superiore per Attori di Prosa e approfondendo l’intersezione tra teatro, musica e circo. Ho avuto la possibilità di lavorare con maestri come Vittorio Franceschi, Walter Pagliaro, Eric Stieffatre, Henry Stiglund, Renata Palminiello, Gabriele Tesauri e Cesar Brie.

Dopo questo percorso, ho scelto di proseguire la mia formazione con una specializzazione triennale qualificata in teatroterapia, per unire la mia esperienza artistica a quella relazionale ed educativa. In seguito ho deciso di approfondire anche la mindfulness, diventando facilitatore.

Negli anni ho collaborato con scuole, associazioni e cooperative sociali, conducendo laboratori di teatroterapia per bambini, adolescenti, adulti e persone con disabilità. Mi occupo anche di educazione in contesti di istruzione parentale e progetti formativi a carattere espressivo.

Nel 2024 ho fondato AITAT – Associazione Italiana Teatroterapia e Arti Trasformative – con l’intento di creare spazi accessibili dove potersi esprimere, conoscersi e trasformarsi attraverso il teatro.

Credo nella potenza dell’ascolto, nella forza della relazione e nel linguaggio del corpo come strumento vivo di consapevolezza e cambiamento.

contatti

http://www.federicobiancarditeatro.com

info@federicobiancarditeatro.com

3334701919

Da questo laboratorio è nato un libro

“Kintsugi: quello che le tue ferite raccontano”, un viaggio tra riflessioni personali e strumenti di teatroterapia e arteterapia integrata. Il testo prende ispirazione dall’antica arte giapponese del Kintsugi, che trasforma le crepe della ceramica in segni dorati, simbolo di resilienza e bellezza ritrovata.

Il libro diventa così un compagno di cammino: intreccia racconti di vita, esperienze vissute nei laboratori e proposte pratiche per chi desidera esplorare le proprie ferite, riconoscerle e trasformarle in occasioni di crescita, riscoprendo la forza che nasce proprio dalle proprie fragilità.

A chi si rivolge

“Kintsugi: ripara le tue ferite con l’oro” è pensato per adulti di ogni età che sentono il bisogno di:

🔹 Trasformare fragilità e ferite interiori in risorse preziose attraverso il linguaggio dell’arte e del teatro.

🔹 Ritrovare fiducia in sé stessi, valorizzando le proprie imperfezioni come segni di unicità.

🔹 Esplorare ed esprimere emozioni profonde in uno spazio protetto, creativo e non giudicante.

🔹 Scoprire nuove possibilità di benessere e crescita personale, ispirandosi alla filosofia del Kintsugi.

I BENEFICI DELLA TEATROTERAPIA
La teatroterapia e l’arteterapia, integrate nel percorso “Kintsugi: ripara le tue ferite con l’oro”, diventano strumenti potenti per trasformare le ferite interiori in risorse preziose. Come nel Kintsugi, dove una crepa non viene nascosta ma messa in risalto con l’oro, anche le fragilità personali trovano qui uno spazio di riconoscimento e di valorizzazione.

Attraverso il movimento, la creatività e l’espressione simbolica, i partecipanti possono entrare in contatto con emozioni spesso difficili da esprimere, dar loro forma e trasformarle in nuova energia vitale. Questo processo favorisce un maggiore equilibrio tra corpo e mente e stimola la fiducia nelle proprie possibilità.

In un ambiente protetto e non giudicante, il laboratorio aiuta a lasciar andare il bisogno di nascondere le proprie ferite, aprendo la strada a una relazione più autentica con sé stessi e con gli altri. Le pratiche artistiche e teatrali permettono di scoprire che ciò che è stato rotto non è una debolezza, ma una parte preziosa della propria storia.

I benefici si riflettono nella vita quotidiana: maggiore autostima, nuove modalità di relazione, più resilienza davanti alle difficoltà e la possibilità di guardare a sé stessi con occhi diversi, riconoscendo nella propria fragilità una fonte di bellezza e di trasformazione.

Come si svolge

6 incontri da marzo ad aprile.

Tutti i martedì dalle 20.45 alle 22.45

presso AITAT

in Via Indipendenza 13 a Sermide e Felonica (MN).

6 posti disponibili

Scopri il calendario degli appuntamenti

Marzo: 10, 17, 24, 31
Aprile: 14, 21

Cosa serve

  • 🔹Una ciotola o un piatto in ceramica (da poter rompere e ricostruire)
  • 🔹Abbigliamento comodo
  • 🔹Voglia di farsi sorprendere

Cosa non serve

  • 🔹Esperienza o capacità in campo artistico o teatrale
  • 🔹Nessun materiale in particolare (verrà fornito tutto il necessario in sede)
  • 🔹Giudizio o autogiudizio

quanto costa

il laboratorio, composto da 6 incontri, ha un costo complessivo di 210€.

Puoi scegliere la modalità che preferisci:

Per poter partecipare al corso è necessario essere soci AITAT. La quota associativa annuale

Come mi iscrivo

Per iscriverti al corso basta compilare la richiesta qui sotto, ti manderemo il modulo di inscrizione.

6 posti disponibili

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Recensioni del corso

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Impastare le ferite 
Prendere un respiro mano nella mano 
Vedere tangibile la propria ferita Violentarla facendola a pezzi 
Un colpo secco Necessario. Dedicare tempo ad ogni singola cicatrice 
Aspettare 
Aspettare ancora 
Rinsaldare 
Togliere il superfluo 
Eccedere nella dose non serve 
Da ricordare. 
Ora scorre sangue dorato 
Linfa vergine 
Nuova pelle sarà. 
Non uguale a prima Rinata e consapevole 
Ora lo so 
Ora lo sanno.”
Isabella Rossi – Impiegata

⭐️⭐️⭐️⭐️✨ Un’esperienza intensa, ricca di emozioni e nuove consapevolezze. Federico è riuscito ad essere vicino, presente al mio sentire. A guidare questo percorso di miglioramento verso una rigenerazione e rinascita interiore con delicatezza e senza giudizio..” Elisabetta Ubaldini

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ “Non avevo aspettative quando ho iniziato questo corso ero più che altro curiosa, come può una tazza che si rompe parlare di noi? Eppure è così, Federico grazie alla sua sensibilità e al suo approccio è riuscito a portarmi dentro un percorso di scoperta e di crescita, ho scoperto la mia ferita, l’ho aggiustata me ne sono presa cura. Ricostruire la ciotola mi ha aiutato in modo pratico a prendere consapevolezza di alcuni miei aspetti, di come mi approccio alle cose, sia in positivo che in negativo. Dopo sei settimane sento che c’è stata un’evoluzione. Lo consiglio a tutti quelli che sentono di avere una ferita che è il momento di curare e anche a chi ha fatto già un percorso di psicoterapia perché fare le cose manualmente fa prendere ancora più consapevolezza.” Elisabetta Malaspina

⭐️⭐️⭐️⭐️✨ “Non conoscevo la disciplina prima di questo corso, è stata una scoperta affascinante, profonda, intrisa di significato e potenza. Federico mi ha accompagnato passo dopo passo, lasciandomi forti emozioni, spunti di riflessione e la consapevolezza che anche lo ”sporcarsi le mani” ha un potere immenso sul benessere della persona. Grazie!” Marco Bonometti – Impiegato

⭐️⭐️⭐️⭐️✨ “É stata un’esperienza molto interessante, il lavoro manuale porta ad una ricerca introspettiva che porta a riflettere su come si affrontano le sfide nella quotidianità e ad accettare i propri limiti.” Gabriella De Battisti