Storie di pancia: cibo, corpo e come li raccontiamo

Mercoledì 25 Febbraio 2026 – ore 21:00
Giulia Zapparoli – Biologa Nutrizionista

piacere, Giulia!
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Sono Giulia Zapparoli, faccio la biologa nutrizionista.

Lavoro nell’ambito dell’educazione alimentare, costruendo percorsi attenti non solo agli aspetti clinici e nutrizionali, ma anche emotivi e relazionali legati al rapporto con il cibo e con il corpo.
Sono specializzata in Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) e Obesità grazie ad un master universitario, e in nutrizione sportiva attraverso il corso V Nutrition (Accademia di nutrizione sportiva e ricomposizione corporea del progetto Project Invictus).

Ho lavorato in ambito clinico ospedaliero (presso la Struttura complessa di pediatria di Borgo Mantovano), attraverso un tirocinio formativo, all’interno di un’équipe multidisciplinare specializzata in DCA. Credo molto nel dialogo tra professionisti e nell’apertura a linguaggi diversi per un lavoro condiviso ed integrato sull’aiuto alle persone.

Oggi pratico la libera professione in diversi poliambulatori sul territorio. Nel mio lavoro incontro spesso persone che hanno perso fiducia nel proprio corpo, nelle sensazioni di fame e sazietà, o che vivono il cibo e il corpo come un terreno di controllo, conflitto o fatica.

Per questo il mio approccio non è mai solo nutrizionale, ma relazionale: il corpo non è un numero, è un luogo di esperienza.

contatti

+39 334 183 3729

giuliazapparoli.nutrizione@gmail.com

Viviamo immersi in un rumore di fondo che ci accompagna fin da piccoli: messaggi dei media, commenti familiari, modelli imposti dai social. Questo rumore ci ha insegnato non solo a guardare il corpo in un certo modo, ma anche a parlare di cibo attraverso giudizi, etichette e aspettative. Prima ancora di accorgercene, interiorizziamo regole non dette su ciò che è “giusto”, “sano”, “bello”.

In questo incontro iniziale esploreremo la Diet Culture, che trasforma il cibo in un mezzo di controllo, e la grassofobia, che plasma la percezione del corpo attraverso standard estetici rigidi e spesso irraggiungibili. Guarderemo insieme come marketing, cinema e comunicazione rinforzano stereotipi radicati: il personaggio grasso rappresentato come buffo o infelice, il corpo magro come misura universale di valore, il cibo come indicatore morale.

Da qui entreremo nel cuore del cortocircuito: il modo in cui parliamo del corpo influenza il nostro rapporto con il cibo… e il modo in cui parliamo del cibo influenza il nostro rapporto con il corpo. Una dinamica profonda, che spesso agisce senza che ce ne rendiamo conto.

La serata non sarà una lezione frontale, ma un laboratorio interattivo in cui osservare, riconoscere e rimettere in discussione questi meccanismi.

Attraverso esempi concreti e piccole esperienze guidate, i partecipanti inizieranno a esplorare la propria narrazione personale, ciò che la alimenta e ciò che può trasformarla.

Dettagli della serata

• 🗓️Quando: Mercoledì 25 febbraio 2026, ore 21:00
• 📍Dove: Sede AITAT, Via Indipendenza 13, Sermide e Felonica
• 💰Costo: Evento riservato ai soci AITAT – Offerta libera
• 🪪Tesseramento: Possibilità di tesserarsi la sera stessa la quota associativa annuale di 20€

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